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martedì 16 ottobre 2012

Tira l'uccello al porco

Angry Birds (Rovio Mobile 2009)

In questo mio primo post mi permetterò di accostare due argomenti apparentemente distanti tra loro, ma che sicuramente necessitano di una riflessione critica e non superficiale, data la particolare congiuntura storico/sociale: (i) l'influenza che l'(ab)uso e la fruizione di contenuti video-ludici possono avere sugli utilizzatori finali, in particolare sugli immaturi; (ii) lo sfruttamento intensivo degli animali ed il loro maltrattamento. Ne parlerò tramite Uccelli Incazzati.

Un puzzle game che sta spopolando ovunque e che sta rimpinguando le casse di una, finora sconosciuta, game house nordica (nel 2011, circa 40M di € inclusi gli incassi derivanti da merchandising). Tutti scaricano appZ per giocare a Uccelli Incazzati, tutti comprano smartphone per poter scaricare appz per poter giocare a Uccell Incazzati, tutti si iscrivono a G+ per poter giocare a Uccelli Incazzati senza doversi comprare uno smartphone per poter scaricare l'appz. C'è persino chi, non potendo fare queste cose, tira vecchi cellulari contro i piccioni in piazza per provare a simularne l'ebbrezza. Anche il mercato delle fionde sembra essersi rinvigorito.  E' la moda Angry Birds.

Ma veniamo al gioco. La meccanica è semplice. Il giocatore usa una fionda per lanciare dei proiettili contro dei bersagli. Le uniche due cose che il giocatore deve fare sono: (i) impostare la giusta traiettoria, inclinando più o meno la tensione dell'elastico della fionda; (ii) attivare (se desiderato) l'effetto del particolare proiettile. Ogni livello colloca i bersagli in posizioni più difficili o più protette da colpire.

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