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martedì 26 marzo 2013

The Walking Dead: peggio gli zombie o la paternità?

The Walking Dead (Telltale Games 2012)




Come al solito noi di Spielmechanik ci buttiamo sul pezzo sempre per tempo, e visto che ormai più di 4 mesi fa The Walking Dead ha vinto i Video Game Award 2012, mi sembra doveroso fornire ai nostri lettori (che sono 4: un dj di Pesaro che ha a che fare con le pecore, un appassionato di ornitologia, un anziano brianzolo che crede di essere in un blog per incontri piccanti e una amica immaginaria di von Fieber) un'accurata recensione di questo gioco, originariamente rilasciato a puntate per spillarci più soldi.

The Walking Dead, ispirato all'omonimo fumetto che ha ispirato l'omonima serie tv, che non sarebbero mai esistiti senza i film di Romero, è pieno di zombie. Chi l'avrebbe mai detto. Un gruppo di sopravvissuti all'apocalisse cerca di salvarsi da orde di morti viventi bramosi di carne umana, e si fa largo a colpi di accetta e martello e armi da fuoco tra i claudicanti cadaveri ambulanti, mentre un professore di storia che si chiama come la macchina di Bo e Luke (senza essere generale) deve prendersi cura di una bambina di nome Clementine. Chiariamo subito che la bambina è di quelle gentili ed educate, non di quelle scassaballe, cosa che avrebbe reso il gioco molto diverso, e quindi tutto va bene.

mercoledì 27 febbraio 2013

Monkey Island, l'eugenetica e l'apologia dell'errore

The Secret of Monkey Island (Lucas Arts, 1990)




Insomma, voglio farlo.
Voglio scrivere di Monkey Island. Che poi von Vergangenheit urla alla blasfemia, von Immer si offende perchè voleva farlo lui e von Fieber pensa che adesso la Sony controllerà il mondo e soprattutto i suoi soldi (li tiene sotto il cuscino, il volpone, e pensa sempre a loro, mica a Monkey Island).

Monkey Island. Perché questo è un periodo così, e mentre tutti sono tesi verso il futuro, con le elezioni e la nuova Playstation che von Fieber è preoccupatissimo, e il papa che chissà che fine farà, allora io, von Morgen, a dispetto del nome mi immergo nel passato, quel passato accogliente e consolatorio dove nessuno doveva faticare otto-nove-dieci ore al dì per potersi comprare un succo Billy. Non che al momento fatichi più di tanto (ma non posso comunque permettermi i succhi Billy), quindi a maggior ragione mi immergo. In Monkey Island. The Secret of.

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