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mercoledì 11 dicembre 2013

Il corpo dei videouomini


Padre disposto a tutto per salvare la prole, incidentalemente anche bel tenebroso.
La maggior parte dei videogiocatori sono uomini.
Dato di fatto, scolpito nella pietra, tramandato di generazione in generazione fin dal lontano 1972. Poi a voglia a dire che le donne oggigiorno sono diventate grandi giocatrici, o che lo sono sempre state, e dire che le statistiche dimostrano il contrario (Candy Crush Saga non è un videogioco. Come dire “sono un amante del cinema” perché ho visto tutti i Vacanze di Natale. Eh no, cari). Insomma, le gamer girls sono senza dubbio in crescita, ci saranno senza dubbio delle campionesse ma, signori, se eliminiamo il casual gaming e aspettiamo pazienti il fallimento della Nintendo, ancora una volta rimaniamo quasi soli, ruvidi maschioni puzzolenti, teneri dentro e coriacei fuori, con sovente un ulteriore strato di tenero ancora più fuori.
E allora perché mai i videogiochi sono spesso, se non sempre, impregnati di un profondo sessismo vaginocentrico che riduce la figura maschile a mero oggetto?
Non lo sappiamo. Complotto. Ma quel che è certo è che quel che ho detto È CERTO.

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