Angry Birds (Rovio Mobile 2009)
In questo mio primo post mi permetterò di accostare due argomenti apparentemente distanti tra loro, ma che sicuramente necessitano di una riflessione critica e non superficiale, data la particolare congiuntura storico/sociale: (
i) l'influenza che l'(ab)uso e la fruizione di contenuti video-ludici possono avere sugli utilizzatori finali, in particolare sugli immaturi; (
ii) lo sfruttamento intensivo degli animali ed il loro maltrattamento. Ne parlerò tramite
Uccelli Incazzati.
Un puzzle game che sta spopolando ovunque e che
sta rimpinguando le casse di una, finora sconosciuta, game house nordica (nel 2011, circa 40M di € inclusi gli incassi derivanti da merchandising). Tutti scaricano
appZ per giocare a Uccelli Incazzati, tutti comprano smartphone per poter scaricare appz per poter giocare a Uccell Incazzati, tutti si iscrivono a G+ per poter giocare a Uccelli Incazzati senza doversi comprare uno smartphone per poter scaricare l'appz. C'è persino chi, non potendo fare queste cose, tira vecchi cellulari contro i piccioni in piazza per provare a simularne l'ebbrezza.
Anche il mercato delle fionde sembra essersi rinvigorito. E' la moda
Angry Birds.

Ma veniamo al gioco. La meccanica è semplice. Il giocatore usa una fionda per lanciare dei proiettili contro dei bersagli. Le uniche due cose che il giocatore deve fare sono: (
i) impostare la giusta traiettoria, inclinando più o meno la tensione dell'elastico della fionda; (
ii) attivare (se desiderato) l'effetto del particolare proiettile. Ogni livello colloca i bersagli in posizioni più difficili o più protette da colpire.